È facile passare da eroi a dilettanti incoscienti: in tanti anni ci siamo abituati a elogi e critiche, e abbiamo imparato a dare il giusto valore a entrambi. Siamo volontari, ma non confondiamo questa caratteristica con una sorta di dilettantismo che sovente, e a torto, accompagna l'idea del volontariato. Conosciamo a fondo il nostro compito, e comunque la nostra attività è troppo complessa per essere giudicata da singole azioni. Ci sorprendono i continui attestati di stima da parte di Gerhard Berger: è dall'incendio della sua Ferrari a Imola nel 1989 che continua a mostrarci riconoscenza, eppure noi abbiamo fatto solamente il nostro dovere!
Un dono del pilota austriaco è proprio all'ingresso della nostra sede di via Tosarelli a Castenaso:
si tratta di un esemplare della BMW-Williams 2002 FW 22 numero 9.
Una squadra decisamente eterogenea, impossibile da imbrigliare entro una definizione. Abbiamo un'età compresa tra i 18 e i 65 anni e proveniamo da Emilia-Romagna, Lombardia, Toscana e Trentino.
Potevamo essere angeli, abbiamo deciso di diventare Leoni. E così, con questo soprannome trasformato in un marchio indelebile, siamo identificati dal Gran Premio d'Italia del 1978, l'anno del disastroso rogo in partenza che costò la vita a Ronnie Peterson e mesi di inattività a Vittorio Brambilla. Una carambola poche centinaia di metri dopo la partenza, dieci vetture out prima di imboccare la variante, la metà delle quali avvolte da una fiammata senza precedenti in Formula 1. Il tragico bilancio è quello già riportato, ma nelle cronache di Monza del giorno successivo c'era spazio anche per noi che avevamo evitato un'ecatombe.
Sarebbe andata peggio se non fossimo stati là, ai lati della pista, e non ci fossimo scagliati contro quel fuoco, spianando la strada al soccorso medico. Secondo alcuni un gesto proprio di angeli; a leggere altri, un'azione da leoni.
Scegliemmo il leone perché rappresenta al meglio la nostra azione sui campi di gara, e da allora tutti ci conoscono e ci indicano in questo modo. Non esiste manifestazione automobilistica, in Italia, che non ci coinvolga in modo più o meno diretto; la nostra è una presenza assidua che, proprio per questa costanza, porge il fianco agli umori di turno.
Non è facile rimanere impermeabili ai complimenti, eppure succede proprio così per una squadra che trova entusiasmo ed energie nuove al proprio interno: la nostra è una famiglia e stiamo bene insieme.